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Campi elettrici e magnetici ELF negli ambienti industriali

La frequenza di 50 Hz ? impiegata per il trasporto ?e l?impiego dell?energia elettrica. Ogni linea elettrica aerea o interrata, cablaggio, barra di trasmissione, cavo, costituisce quindi una sorgente di dispersione nell?ambiente circostante. E? noto, ad esempio, che al di sotto di una linea a 380 kV il campo elettrico pu? raggiungere i 5 kV/m e l?induzione magnetica qualche decina di ?T.

L?esposizione degli addetti alle centrali elettriche, ? stata stimata attorno a 40 ?T come valore medio, con picchi sensibilmente pi? elevati, specie per gli ad detti alla manutenzione delle linee. Molti sono per altro gli impianti industriali dotati di sottostazione autonoma per l?alimentazione elettrica, con esposizioni parimenti significative. In ogni caso, l?esperienza mostra che la necessit? di distribuire l?energia all?interno degli impianti pu? comportare una certa prossimit? tra le postazioni di lavoro ed i cablaggi, con presenza di elevati livelli di campo magnetico.

 

 

Apparecchi per riscaldamento a induzione Queste apparecchiature sfruttano intensi campi magnetici per produrre calore all?interno di metalli e semiconduttori. Il campo di applicazione ? prevalentemente nel trattamento dei materiali metallici (saldatura, indurimento, tempera, fusione, etc.), e nell?industria elettronica.

Il materiale da trattare (ad esempio i due tratti di tubo da saldare) viene in genere posto all?interno di un applicatore a forma di solenoide o a spira che, alimentato con la radiofrequenza, cede energia al materiale attraverso l?induzione nello stesso di elevate correnti da parte del campo magnetico.

Le potenze impiegate possono variare tre le centinaia di kW e le migliaia di kW (solo per grossi impianti di saldatura tubi), mentre la frequenza d?uso pu? variare da qualche decina di kHz sino a poche decine di MHz (tipicamente tra 200 e 500 kHz per la saldatura dei tubi metallici)

 

I livelli di esposizione risultano potenzialmente tra i pi? significativi, fino a pi? di 1 kV/m, dipendendo per? in modo critico, oltre che dalla potenza della macchina, dal tipo e configurazione degli applicatori, dalla posizione del lavoratore, dalla presenza di riflessioni o meno su superfici metalli che, e dalle procedure di impiego della macchina. Varie indagini condotte nell?incollaggio/curvatura del legno hanno evidenziato come, a partire da una diffusa condizione di cattivo utilizzo e installazione delle macchine, l?attuazione di semplici interventi di bonifica e contenimento, insieme con l?adozione delle pi? corrette procedure di impiego, possa portare ad una significativa riduzione dell?esposizione, ben al di sotto dei livelli di riferimento per gli effetti acuti.

 

3.2 Apparecchi per riscaldamento a induzione Queste apparecchiature sfruttano intensi campi magnetici per produrre calore all?interno di metalli e semiconduttori. Il campo di applicazione ? prevalentemente nel trattamento dei materiali metallici ?(saldatura, indurimento, tempera, fusione, etc.), e nell?industria elettronica. ?Il materiale da trattare (ad esempio i due tratti di tubo da saldare) viene in genere posto all?interno di un applicatore a forma di solenoide o a spira che, alimentato con la radiofrequenza, cede energia al materiale attraverso l?induzione nello stesso di elevate correnti da parte del campo magnetico.

Le potenze impiegate possono variare tre le centinaia di kW e le migliaia di Kw (solo per grossi impianti di saldatura tubi), mentre la frequenza d?uso pu? variare da qualche decina di kHz sino a poche decine di MHz (tipicamente tra 200 e 500 kHz per la saldatura dei tubi metallici).

Come per i riscaldatori a perdite dielettriche, l?esposizione degli operatori avviene in zona di campo vicino, e quindi ? necessario a rigore misurare separatamente i campi elettrico e magnetico, ma il maggior interesse ? naturalmente questa volta concentrato sulla componente magnetica.

I livelli di esposizione possono risultare tra i pi? elevati, con campi magnetici fino a 20 A/m e campi elettrici fino a 8 kV/m, in assenza delle opportune misure di protezione e contenimento, dipendendo sempre in modo critico, oltre che dalla potenza del la macchina, dal tipo e configurazione degli induttori, dalla posizione del lavoratore rispetto ad essi, dalla presenza di altri oggetti metallici, e dalle procedure di impiego della macchina

 

Apparecchiature biomediche

Numerose indagini sperimentali effettuate in differenti strutture sanitarie presso apparecchiature emittenti radiazioni non ionizzanti hanno evidenziato situazioni di esposizione rilevante e talvolta elevati rischi per la salute e la sicurezza di operatori e pazienti, con notevoli carenze strutturali, organizzative e procedurali, dovute anche all?assenza di specifiche normative di prevenzione e protezione in materia, eccezion fatta per la Risonanza Magnetica Nucleare. Le apparecchiature sorgenti di radiazioni non ionizzanti ELF, RF, di comune impiego in ambito sanitario, che presentano aspetti di interesse ai fini della tutela della salute di pazienti e lavoratori sono riportate in ?Tabella 1 , in relazione ai rispettivi settori di impiego.

Tabella 1 ? Sorgenti di campi elettromagnetici a RF, ELF di interesse in ambito sanitario

 

Apparecchiatura Settore di impiego
Magnetoterapia Terapia riabilitativa
Marconiterapia Terapia riabilitativa
Radarterapia Terapia riabilitativa
Elettrobisturi Chirurgia
Tomografia RMN Diagnostica

 



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